TROBONE SHORTY - SAY THAT TO SAY THIS

L’unica cosa che suona male (in italiano) è il nome. Per il resto Trombone Shorty suona molto bene, basta ascoltare il suo ultimo disco, Say that to say this dove tira fuori tutte le sue doti.

Calcolando che ha 27 anni, trovalo uno che canta, suona (il trombone) e scrive pezzi così belli. Non è che basta nascere a New Orleans. Potete apprezzarlo qui alla Casa Bianca o appena dopo la cresima insieme ai suoi amici (!!!)

E’ un album in cui si mischiano atmosfere soul, ritmiche funk, bridge r&b, unendo rock e hip hop. 

Il sound risulta un po’ troppo compresso e artefatto (soprattutto le chitarre), perdendo in ruvidità e istintività. 

Comunque, ce ne fossero.

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La Blogothèque

Sono arrivato tardi però magari c’è qualcuno più indietro di me. Conoscete La Blogothèque? In due parole: video di vari artisti che si esibiscono in luoghi insoliti come hall di alberghi, tetti, metropolitane, strade, giardini…

Qui un esempio con i Franz Ferdinand alle prese con uno dei più grandi palazzi parigini, l’Hotel de Crillon. 

Ve ne consiglio anche un altro, poi a voi la ricerca.

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vnylst:

Don’t call it a comeback!

Vinyl records on track to hit another all time high!

Download the high-quality infographic here.

Fonte: vnylst

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WHAT I LOVE

E’ da un po’ che non parlo di mondo digitale. Forse perché non c’è niente che mi abbia fatto dire “wow!”. Oggi è successo. 

Quante progetti vengono lanciati ogni anno per sostenere campagne in difesa dell’ambiente? Innumerevoli e dal coinvolgimento spesso scadente. 

Questo invece è uno dei più belli che io abbia mai visto. Perché? Perché coglie il punto più importante. Non ti dice “aiutaci a rendere il mondo più pulito e più giusto” ma semplicemente ti chiede “cosa ami di più?”, ovvero “di cosa non puoi fare a meno?”. 

E poi il gioco è fatto perché capisci che sono proprio quelle cose a essere in pericolo. Ma forse non ci hai mai pensato. 

Il tutto presentato con il fascino di bellissime immagini che sembrano parlarti e dirti “sono l’indispensabile per la tua vita”.

Volete vedere il mio “canvas”? Eccolo: http://www.whatilove.org/#!/canvas/df683472-e5b2-41b4-944f-11144f60238f

E voi cos’aspettate a creare il vostro e a invitare i vostri amici? 

fraaaa, grazie per avermelo fatto scoprire :-)

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NICK PRIDE AND THE PIMPTONES - TAKE CARE OF MY LOVE

New single out on Légère Recordings next 08 Nov 2013 on 45 & digital. New album “Rejuiced Phat Shake” out next 06 Nov on Record Kicks/P-Vine in JP and in EU on Légère Recordings next 14 Feb 2014.

https://facebook.com/pimptones
http://recordkicks.com 
http://legere-recordings.com

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King Khan & the Shrines - Idle No More

"Psychedelic-soul Big Band", basterebbe questo per descriverli. Un disco molto interessante che unisce soul, psichedelia, garage beat e rock ‘n’ roll. 

Canadese di origine indiana e band berlinese: forse è proprio questo crogiolo di popoli alla base di un disco dalle mille facce eppure ben amalgamato. 

E’ proprio l’aggiunta della sezione fiati a rendere i 12 brani molto più che un disco di garage beat. Divertente e piacevole, si mette in mostra per la capacità di dosare chitarre, fiati, hammond e farfise creando un mix originale tra brani danzerecci e intime ballate.

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ELVIS COSTELLO & THE ROOTS - Wise Up Ghost 

E’ da un anno che aspetto questo disco perché non avrei mai pensato fosse possibile una collaborazione del genere. E invece è accaduto. Devo ammettere che le aspettative non sono state totalmente soddisfatte.

E’ un disco molto complesso, difficile, decisamente poco commerciale o pop(opolare) complice anche la lunghezza eccessiva di alcuni brani. Merita numerosi ascolti per coglierne le varie sfumature. 

In una collaborazione è difficile che i talenti in gioco si equivalgano. Anche in questo caso sembra che l’ago della bilancia penda dalla parte di Costello, danneggiando l’immediatezza e la ruvidità dei Roots.

L’esperimento è riuscito a metà perché, anche nel caso di brillanti intuizioni, un certo manierismo e autocompiacimento appesantiscono l’album. 

Nota sicuramente positiva è la scelta del sound, forte e crudo. Un r&b in cui si sente la “pacca” del rullante e non una misera riproduzione elettronica. Niente “clap clap” e “ting ting” ma cassa, rullante e charleston. 

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Franz Ferdinand, Arctic Monkeys e Babyshambles: l’autunno è alle porte.

E’ arrivato anche settembre, il mese che ci porterà l’autunno, il fresco, la pioggia e dei magnifici colori. Non so se è un caso, ma quest’anno a ricordarci che l’estate sta finendo c’è anche l’uscita di tre dischi provenienti dalla Gran Bretagna dove il sole è sempre una rarità.

Si tratta di tre attesi ritorni, portabandiere del rock ‘n’ roll degli ultimi 10 anni.

Partiamo con i FRANZ FERDINAND che mancavano dalle scene dal 2009 e sembravano aver esaurito quella carica iniziale. Li ritroviamo con un buon disco con la solita cassa in 4, charly in levare e riff danzerecci. Nell’insieme un buon lavoro in cui spiccano Right actionLove illuminationBullete la malinconica Goodbye lovers & friends

Il secondo ritorno è quello degli ARCTIC MONKEYSche dopo il deludente Suck it and see del 2011, avevano tanto da farsi perdonare. Anticipato da un gran bel singolo (in realtà già l’anno scorso ne fecero uscire uno), Do I Wanna Know? in cui sembrava cogliere un cambio di direzione. Suono scarno, più massiccio, strizzando l’occhio ai Black Keys. In realtà il disco non è all’altezza del singolo. Le vette più alte si raggiungono, a mio avviso, nelle ballate come No. 1 Party Anthem, Mad Sounds (molto Lou Reed) e I Wanna Be Yours, segno che Alex Turner è sempre più convincente nelle vesti più leggere dei Last Shadow Puppets. Comunque promossi.

Termino con il disco su cui non avrei scommesso 1 euro e invece ho dovuto ricredermi. Sto parlando del ritorno (dopo 6 anni) dei BABYSHAMBLES. Chiariamo fin da subito che non vi sconvolgerà ma Pete & co. sono riusciti a tirar fuori una manciata di buoni pezzi che non fa rimpiangere i tempi migliori come Nothing Comes to NothingFall from GraceDr. NoStranger in My Own Skin.

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Silhouette (from Hotel Constellation) by The Link Quartet and Miss Modus

Arriva così, quando meno te lo aspetti, il primo assaggio del nuovo disco dei Link Quartet la cui uscita è prevista per Febbraio 2014.

Il quartetto piacentino conosciuto e apprezzato in tutto il mondo come alfieri dell’hammond beat, questa volta si sono lanciati nella realizzazione di un concept album di cui da oggi si può ascoltare il brano “Silhouette”.

Possiamo anticipare che la storia raccontata sarà una sorta di epopea spaziale e ancora una volta sarà prodotto dall’etichetta americana Hammond Beat.

L’altra novità è la presenza di Miss Modus, cantante scozzese con cui i Link Quartet avevano già collaborato in passato e con cui hanno condiviso il palco in diverse occasioni.

Il brano amplia l’orizzonte dal beat-funk a cui eravamo abituati al soul e all’R&B con un ritornello che rimane subito in testa. 

Si preannuncia un disco…spaziale!

Fonte: SoundCloud / Hammondbeat Records

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The Groove
from The Groove

THE GROOVE - EP

Fonte: Spotify

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