Il ritorno di re Giorgio
E’ uscito il nuovo disco di Giorgio Moroder che, non si sa per quale inspiegabile motivo ha deciso di utilizzare lo pseudonimo di Daft Punk. 
E’ rimasto lì in silenzio per decenni nella sua torre d’avorio di vinili e sintetizzatori, guardandoli e sentendo tutti quelli che nel corso degli anni hanno sfilato nelle classifiche: Duran Duran, Madonna, Michael Jackson, boy band, reginette della dance anni ‘90 e chi più ne ha più ne metta. 
Poi ha detto,”Sa dai, bravi tutti, ora vi spiego come si fa la musica elettronica e cosa vuol dire disco music”.  
Così Random Access Memories è il sunto di tutta la musica di questi ultimi 40 rivista con gli occhi (e le orecchie) del nostro orgoglio nazionale. 
La storia della disco music che si incrocia con il funk, il soul, l’elettronica, l’R&B e (non sono impazzito) il progressive rock. 
Il re della musica sintetica, e qui sta la genialità, realizza un disco “suonato” in cui emergono i musicisti rispetto alle macchine. Le chitarre taglienti, cassa e rullante, basso. Tutto.
Viene voglia di lanciarsi nel dance floor, sperando che quest’estate si possa ballare sui ritmi di “Giovanni Giorgio ma tutti mi chiamano Giorgio” e che David Guetta sia solo un lontano ricordo. 
Credete sia impossibile? Allora ascoltatevi i 75 minuti di dj set che ha tenuto al Deep Space di New York. Qui: https://soundcloud.com/ed612313/giorgio-moroder-deep-space-ny
E potremo tornare a dire: “Last night a dj saved my life”. 

P.S. Lo so che non è andata proprio così ma mi piace pensarlo
ZoomInfo
Il ritorno di re Giorgio
E’ uscito il nuovo disco di Giorgio Moroder che, non si sa per quale inspiegabile motivo ha deciso di utilizzare lo pseudonimo di Daft Punk. 
E’ rimasto lì in silenzio per decenni nella sua torre d’avorio di vinili e sintetizzatori, guardandoli e sentendo tutti quelli che nel corso degli anni hanno sfilato nelle classifiche: Duran Duran, Madonna, Michael Jackson, boy band, reginette della dance anni ‘90 e chi più ne ha più ne metta. 
Poi ha detto,”Sa dai, bravi tutti, ora vi spiego come si fa la musica elettronica e cosa vuol dire disco music”.  
Così Random Access Memories è il sunto di tutta la musica di questi ultimi 40 rivista con gli occhi (e le orecchie) del nostro orgoglio nazionale. 
La storia della disco music che si incrocia con il funk, il soul, l’elettronica, l’R&B e (non sono impazzito) il progressive rock. 
Il re della musica sintetica, e qui sta la genialità, realizza un disco “suonato” in cui emergono i musicisti rispetto alle macchine. Le chitarre taglienti, cassa e rullante, basso. Tutto.
Viene voglia di lanciarsi nel dance floor, sperando che quest’estate si possa ballare sui ritmi di “Giovanni Giorgio ma tutti mi chiamano Giorgio” e che David Guetta sia solo un lontano ricordo. 
Credete sia impossibile? Allora ascoltatevi i 75 minuti di dj set che ha tenuto al Deep Space di New York. Qui: https://soundcloud.com/ed612313/giorgio-moroder-deep-space-ny
E potremo tornare a dire: “Last night a dj saved my life”. 

P.S. Lo so che non è andata proprio così ma mi piace pensarlo
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Il ritorno di re Giorgio
E’ uscito il nuovo disco di Giorgio Moroder che, non si sa per quale inspiegabile motivo ha deciso di utilizzare lo pseudonimo di Daft Punk. 
E’ rimasto lì in silenzio per decenni nella sua torre d’avorio di vinili e sintetizzatori, guardandoli e sentendo tutti quelli che nel corso degli anni hanno sfilato nelle classifiche: Duran Duran, Madonna, Michael Jackson, boy band, reginette della dance anni ‘90 e chi più ne ha più ne metta. 
Poi ha detto,”Sa dai, bravi tutti, ora vi spiego come si fa la musica elettronica e cosa vuol dire disco music”.  
Così Random Access Memories è il sunto di tutta la musica di questi ultimi 40 rivista con gli occhi (e le orecchie) del nostro orgoglio nazionale. 
La storia della disco music che si incrocia con il funk, il soul, l’elettronica, l’R&B e (non sono impazzito) il progressive rock. 
Il re della musica sintetica, e qui sta la genialità, realizza un disco “suonato” in cui emergono i musicisti rispetto alle macchine. Le chitarre taglienti, cassa e rullante, basso. Tutto.
Viene voglia di lanciarsi nel dance floor, sperando che quest’estate si possa ballare sui ritmi di “Giovanni Giorgio ma tutti mi chiamano Giorgio” e che David Guetta sia solo un lontano ricordo. 
Credete sia impossibile? Allora ascoltatevi i 75 minuti di dj set che ha tenuto al Deep Space di New York. Qui: https://soundcloud.com/ed612313/giorgio-moroder-deep-space-ny
E potremo tornare a dire: “Last night a dj saved my life”. 

P.S. Lo so che non è andata proprio così ma mi piace pensarlo
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Il ritorno di re Giorgio


E’ uscito il nuovo disco di Giorgio Moroder che, non si sa per quale inspiegabile motivo ha deciso di utilizzare lo pseudonimo di Daft Punk. 

E’ rimasto lì in silenzio per decenni nella sua torre d’avorio di vinili e sintetizzatori, guardandoli e sentendo tutti quelli che nel corso degli anni hanno sfilato nelle classifiche: Duran Duran, Madonna, Michael Jackson, boy band, reginette della dance anni ‘90 e chi più ne ha più ne metta. 

Poi ha detto,”Sa dai, bravi tutti, ora vi spiego come si fa la musica elettronica e cosa vuol dire disco music”.  

Così Random Access Memories è il sunto di tutta la musica di questi ultimi 40 rivista con gli occhi (e le orecchie) del nostro orgoglio nazionale. 

La storia della disco music che si incrocia con il funk, il soul, l’elettronica, l’R&B e (non sono impazzito) il progressive rock. 

Il re della musica sintetica, e qui sta la genialità, realizza un disco “suonato” in cui emergono i musicisti rispetto alle macchine. Le chitarre taglienti, cassa e rullante, basso. Tutto.

Viene voglia di lanciarsi nel dance floor, sperando che quest’estate si possa ballare sui ritmi di “Giovanni Giorgio ma tutti mi chiamano Giorgio” e che David Guetta sia solo un lontano ricordo. 

Credete sia impossibile? Allora ascoltatevi i 75 minuti di dj set che ha tenuto al Deep Space di New York. Qui: https://soundcloud.com/ed612313/giorgio-moroder-deep-space-ny

E potremo tornare a dire: “Last night a dj saved my life”. 

P.S. Lo so che non è andata proprio così ma mi piace pensarlo

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RADIO DAYS - GET SOME ACTION


Una delle più belle sorprese di questo 2013 sono gli italianissimi Radio Days. Il loro nuovo album “Get Some Action” è un piccolo gioiellino di brit pop-rock da far invidia a tanti gruppi anglosassoni. Dopo dieci anni di attività arriva per loro la consacrazione a colpi di chitarre, coretti e ritmiche scanzonate. Penso sia un bellissimo esempio di costanza, talento e duro lavoro. Pezzi curati, strutturalmente perfetti, con sonorità all’altezza, sicuramente merito anche di Alberto Callegari dell’Elfo Studio, Con il disco distribuito in tutta Europa e Giappone, un tour appena concluso in Spagna e tante date programmate sia in Italia che all’estero, dobbiamo andare orgogliosi di loro. E’ l’esempio concreto che abbiamo tanti talenti da valorizzare! E il video è veramente carino! 

Ascolta il disco qui: Radio Days – Get Some Action

Voto: 8

6radio days, get some action, brit pop, rock, indie rock, italia, elfo studio, alberto callegari, best italian album,

LA NOTTE DEI MUSEI - SABATO 18 MAGGIO 2013

Anche quest’anno si terrà La Notte dei Musei, un’occasione unica per scoprire i tesori (spesso nascosti) delle città italiane. Sabato 18 Maggio tantissimi musei pubblici e privati, fondazioni e istituti, per una notte metteranno a disposizione le loro collezioni gratuitamente. In molti casi verranno realizzati anche iniziative ad hoc come mostre, esposizioni, concerti. Un modo diverso per vivere la propria città e quelle vicine. 

Volete sapere quali sono i musei che aderiscono? Potete visitare il sito lanottedeimusei.it e scoprire tutte le bellezze d’Italia in mostra. 

La Notte dei Musei è anche sui principali social network. Facebook e Twitter ma anche Pinterest. Inoltre da quest’anno Instagramers Italia sarà media partner dell’evento e lo racconterà da ogni angolo della penisola con l’hashtag #ndmigersitalia13. 

Invadete le vostre città in una notte dedicata alla cultura e alla bellezza. 

6notte dei musei, instagramers italia, musei, 18 maggio 2013, arte, cultura, mostre, concerti, eventi,

THE PIGEON DETECTIVE - We Met at Sea

Ritornano uno dei gruppi più interessanti di quell’ondata indie-rock figli di Franz Ferdinand, Arctic Monkeys & Co. Attivi dal 2007, stanno andando sempre più sul versante pop, abbandonando le sonorità più crude che avevano caratterizzato i primi lavori. Rimane un disco piacevole, scanzonato, senza pretese ma genuino.

Voto: 7

6pigeon detectives, indie, indierock, we met at sea,

Google glass: ci siamo.

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LO SGUARDO DI MICHELANGELO ANTONIONI E LE ARTI - FERRARA, PALAZZO DEI DIAMANTI

Approfittando del Primo Maggio sono tornato a Ferrara (che è sempre bella e suggestiva come la ricordavo) per andare a vedere la mostra dedicata ad Antonioni. A mio avviso uno dei più grandi artisti italiani (definirlo “regista” è riduttivo). Contestato e censurato in Italia, acclamato all’estero, Antonioni ha saputo fare cinema in modo veramente innovativo. Partendo dal neorealismo con cui un regista italiano all’epoca non poteva non fare i conti, ha saputo sviluppare un suo personalissimo linguaggio, in continua evoluzione, dal respiro internazionale. 

La mostra ripercorre tutta la sua carriera, dagli esordi sulle sponde del Po fino alle grandi produzioni americane e agli ultimi lavori quando ormai era diventato un maestro indiscusso. 

Oltre a spezzoni dei film, interessantissimo il materiale epistolare che scambiava con i colleghi (Fellini, De Sica,…), attori (Alain Delon, Lucia Bosè…), sceneggiatori (tra cui Calvino ed Eco), appunti, cartoline, ritagli di giornali dell’epoca. Tutto mette in luce un ambiente culturale italiano molto attivo ma soprattutto unito e caratterizzato da continui scambi e collaborazioni. 

Altro aspetto importante che emerge dalla mostra, grazie alla presenza di alcune opere originali, è l’influenza che l’arte e l’architettura contemporanea avevano sul suo cinema e, viceversa come le sue pellicole toccassero l’evoluzione artistica dei principali pittori internazionali. I dipinti di Rotko, Pollok, Morandi e De Chirico, e gli scambi epistolari di reciproca ammirazione sono lì a testimoniarlo.

Una lettera di un giornalista italiano mi ha colpito particolarmente: Antonioni riceve i complimenti perché nel giorno di uscita nelle sale italiane di Avventura sono andati a vederlo 12 milioni di italiani; la stessa sera in televisione trasmettevano Italia-Brasile con un numero inferiore di spettatori. E Antonioni, seppur ormai famoso, non era certo un regista “commerciale”.

Bellissimo inoltre anche un filmato con i provini a una splendida Monica Vitti in cui il regista la aiuta a costruire la caratterizzazione di un personaggio che l’attrice avrebbe dovuto interpretare. 

In conclusione, se non conoscete la cinematografia di Antonioni, rimediate subito e se avete tempo di fare un salto a Ferrara, fatelo. 

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Pubblico questo video non tanto per la canzone (il progetto solista e strumentale di Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion) ma per il video stesso. Perché è la dimostrazione che per realizzare un bel lavoro, che sappia emozionare e coerente con il progetto, non servono mila euro ma solo un’idea. E lui ha fatto centro. Basta una chitarra con dentro una cam, un pick-up e le colline innevate dell’Abruzzo. Si, Abruzzo, non è il Nebraska. Buon viaggio.

6Adriano Viterbini, best video, bud spencer blues explosion, blues, snow,

Loro sono i The Temponauts. E questo è il primo singolo tratto dal loro secondo album The Canticle of The Temponauts in uscita a breve. A quattro anni di distanza da A million year picnic, tornano con il loro jangle pop che li ha portati fino al mitico Cavern Club di Liverpool.  Avremo modo di parlare di loro in modo più approfondito nelle prossime settimane. Intanto gustatevi queste due nuove canzoni in streaming e download gratuito su Rockit: 

http://www.rockit.it/temponauts/album/elsewheregone-too-far-single/22114

6The Temponauts, elsewhere, gonetoofar, thecanticleofthetemponauts, jangle pop,

#filmagram S01 f

Il nome dice tutto. Se siete appassionati di cinema e amate Instagram, questo è il blog che fa per voi. Raccontare un film con dieci istantanee. Un ottimo lavoro di storytelling. Per ora le pellicole ricreate per immagini sono Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Inglourious Basterds, The Big Lebowsky e Shining. 

6filmagram, instagram, movie, film, Eternal Sunshine of the Spotless Mind, Inglourious Basterds, The Big Lebowsky, Shining,

TOKYO SEX DESTRUCTION - SAGITTARIUS

Tornano uno dei gruppi più interessanti del panorama rock’n’roll. Un mix di funk, rock’n’roll, soul e beat. Passati nel corso degli anni da un suono più garage, tendente al punk, a una raffinatezza sempre maggiore senza perdere in immediatezza e spontaneità. Ti prendono di pancia con il loro mix di chitarre e fiati, hammond e ritmiche sincopate. 

Sopravvissuti a un incidente automobilistico durante un tour di qualche anno fa, ritornano con un disco che testimonia tutto quello che di buono avevano fatto fino ad ora. Freschi, divertenti e con tanto groove da vendere. Capaci di unire pezzi tirati a ballate più pop, allargando sempre più il loro spettro compositivo senza mai perdere in fascino. 

Sicuramente torneranno in Italia, si parla di Luglio, dove sarà possibile cogliere la loro grinta dal vivo. 

Qui il link spotify per il nuovo disco: Tokyo Sex Destruction – Sagittarius

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